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VURRIA MILANO:
LA PIZZA “VERA COME L’ALOE”

CONCEPT 

Vurria Milano è un progetto ispirato e dedicato alla pizza, protagonista assoluta della proposta culinaria. Il concept di Vurria nasce nel 2019 dalla visione di Fabrizio Margarita, (imprenditore di successo con esperienza ventennale a Londra con i locali Bianco43 e Osteria al Mercato) e rappresenta una vera e propria novità nel segmento delle pizze veraci napoletane perché l’impasto contiene un elemento innovativo ovvero l’aloe vera, che gli conferisce particolare leggerezza e digeribilità, senza alterare il gusto inconfondibile del piatto-simbolo di Napoli. Vurria racconta, fin dal nome, la passione tutta napoletana per i sapori veraci, da condividere in un’atmosfera conviviale e intima. Il concept è semplice ma accattivante, ideale a pranzo e a cena: materie prime d’eccellenza e piatti golosi completano l’experience di Vurria.

 

LA RICERCA DELL’ECCELLENZA

L’eccellenza rappresenta un valore imprescindibile per Vurria che investe nella ricerca e nella formazione per far sì che il cliente viva un’esperienza di qualità a 360 gradi. Per questa ragione, sono molto importanti fattori come il rispetto per la stagionalità degli ingredienti, la ricerca di materie prime selezionate per la loro freschezza e la loro qualità: prima su tutte l’aloe, che viene utilizzato nell’impasto oppure l’olio di soia che proviene dal Canada e che, grazie alle sue proprietà, rende tutti i fritti leggeri, non unti. E, ancora, un blend di farine 100% italiane, il pomodoro dell’azienda campana “La Fiammante” anche nella versione Passata alle “pacchetelle”, oppure la burratina pugliese, il fiordilatte del Matese, la provola di Agerola e salumi Dop stagionati almeno 18 mesi. Oltre all’eccellenza della pizza, viene fatta una accurata selezione anche per la proposta di vini che prevede in carta una serie di etichette di vini rossi, bianchi e bollicine, tutte provenienti da diverse regioni italiane, con un focus particolare sulle etichette campane come l’Asprinio di Aversa e l’Ottouve, prodotto a Gragnano. Le birre, invece, provengono da due birrifici artigianali: “Birrificio Milano” (che propone alla spina la bionda “Veloce” e l’ambrata “Vola basso”, e in bottiglia, la blanche “Virata” e doppio malto “Otto Cubano”) e “KBirr” (birrificio napoletano che produce sei tipologie di birre non filtrate e non pastorizzate). Anche i digestivi sono fedeli alla tradizione partenopea, perché tutti prodotti all’interno dell’Azienda Nastro d’Oro di Sorrento: dal “Limoncello”, ricavato dai limoni della Penisola Sorrentina, al “Meloncello”, dal “Nurchetto”, liquore alla mela annurca, tipica del territorio campano, al “Nocino 24”, così chiamato perché prodotto nella notte tra il 23 e il 24 giugno utilizzando 24 noci per ogni litro d’alcool, per finire con l’“Amaro San Costanzo”, con finocchietto selvatico, anice, menta e rucola, tutte erbe presenti lungo i sentieri che conducono all’omonimo monte che costeggia la Penisola Sorrentina.

 

LA PIZZA

La pizza di Vurria nasce dall’idea innovativa dell’Executive Pizza Chef Vincenzo Lettieri di utilizzare l’aloe: infatti, questo ingrediente favorisce il processo (di 24/30 ore totale) di maturazione dell’impasto e rende l’impasto soffice, morbido e digeribile. La pizza è, naturalmente, protagonista assoluta del menù: si va dalle classiche Marinara, Margherita, Napoli, Bufalina che hanno un sapore di storia e di veracità, alle meno note tra cui Colonnata, con pomodoro San Marzano, lardo di Colonnata, stracciata di burratina di Andria, basilico fresco e olio EVO, o la Selvaggia, con pomodoro pelato giallo, mozzarella di bufala D.O.P, salsiccia punta di coltello, cipolla caramellata, peperone crusco IGP in uscita e basilico fresco o ancora, l’iconica Vurria, con bufala campana, “pacchetelle” di pomodori gialli e rossi del Vesuvio, salsa di basilico e basilico fresco. Imperdibili i tipici calzoni ripieni (fritti o al forno) e i “panuozzi”, farciti e preparati con l’impasto della pizza. Ogni mese, l’Executive Pizza Chef Vincenzo Lettieri propone come fuori menu “La pizza del mese”, che nasce da un’attenta ricerca sulla materia prima di stagione e che mette in risalto gli ingredienti attraverso una combinazione di consistenze e sapori che creano un equilibrio perfetto di gusto. Inoltre, Vurria ha studiato una proposta di wine pairing in cui abbinare le pizze a un calice di vino, con la collaborazione di “The Winesider”. Le pizze Calabrisella, Margherita del Vesuvio, Selvaggia, La Vurria, Bufalina, la Bolognese, Estiva, Croccopizza sono tutte abbinate rispettivamente a una bottiglia di Gewurztraminer Tramin, Scalabrone Rosato, Aglianico Terre Stregate, Planeta Bianco, Falanghina Terre Stegate o Asprinio d’Aversa, Ottouve Gragnano della Penisola Sorrentina o Pinot Grigio Nals Margreid, Pinot Noir San Michele Appiano e Planeta Rosso.

 

I LOCALI 

Dopo il successo del primo ristorante, aperto alla fine del 2019 in via Borsieri, a maggio 2021 viene inaugurato il secondo locale in via Della Moscova 27, nel cuore pulsante di Brera, quartiere amato da turisti e milanesi. Entrambi i locali, progettati dallo studio di architettura Di Domenico & Partners di Napoli, sono caratterizzati da spazi moderni e non troppo ampi: ciascuno ospita fino a ottanta coperti, di cui cinquanta nelle sale interne e trenta nei dehors. Il servizio è un aspetto di primaria importanza su cui Vurria investe attraverso la formazione del personale con linee guida e regole di comportamento provenienti dal metodo anglosassone per un’ospitalità impeccabile. I locali sono aperti tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23. Il servizio in sala è affidato alla direzione di Daniele Pages, con anni di esperienza nell’hospitality, che é responsabile del front of house: si occupa infatti dell’accoglienza dei clienti e della gestione della sala.

 

I PROTAGONISTI

L’imprenditore Fabrizio Margarita vanta un’esperienza ventennale nella ristorazione a Londra, dove è titolare di Bianco43 e Osteria al Mercato, locali amati e frequentati dalla clientela inglese, italiana e straniera. Il progetto di Vurria nasce dalla volontà di Margarita di scommettere sull’Italia, cui è ancora fortemente legato. “Volevo portare la mia esperienza anglosassone a Milano che sta diventando sempre più internazionale, ho pensato che questo know-how maturato potesse rappresentare un plus nello sviluppo di questo progetto, la pizza è il cibo più internazionale conosciuto nel mondo e con il maestro pizzaiolo Vincenzo Lettieri, ho trovato la chiave giusta e nuova per proporla al pubblico”.

L’idea di utilizzare l’aloe nasce dal suo incontro con il maestro pizzaiolo Vincenzo Lettieril’inventore di questo tipo di impasto. Classe 1976, Vincenzo nasce a Bagnoli, piccolo quartiere periferico di Napoli, e sin da piccolo coltiva il sogno di diventare uno chef della pizza. Dopo oltre 10 anni di esperienza nella pizzeria “Da Gennaro”, gestita dallo zio, nel 1995 si trasferisce a Milano dedicandosi a tempo pieno alla carriera e collaborando con diversi ristoranti. Nel 2019 inizia l’avventura di Vurria. Il segreto della sua pizza? L’aloe, un’accurata selezione di ingredienti di qualità e tanta passione.

 

LA PROPOSTA FOOD

Oltre all’ampia selezione di pizze, chi vuole “spizzicare” in attesa del piatto forte ha a disposizione un’ampia scelta di “antipasti” e “sfizi”: dalle imperdibili frittatine al ragù o “alla Nerano” – con bucatini, zucchine fritte, besciamella, provola e parmigiano – alle polpette di manzo con sugo di pomodoro e grana, dalla classica scarola alla napoletana ai deliziosi fritti – zeppole di alici e crocchè di patate -, fino alla selezione di affettati e latticini. Per chi invece vuole rimanere più leggero, ci sono proposte vegane come la parmigiana di melanzane o le insalate preparate con ingredienti freschi e stagionali. Imperdibile, invece, la carta dei dessert, che propone la “Polacca” della storica Pasticceria Mungiguerra, tipico dolce di Aversa farcito con crema pasticciera e amarene, il Tiramisù sù, servito in versione tortino, ovvero crema mascarpone con cuore morbido di gelee al caffè, pan di Spagna e sfogliatine al cioccolato oppure la Cheese cake nel bosco, una base di cremoso al formaggio, gelée ai frutti di bosco, croccantino salato, il tutto ricoperto da una glassa al lampone.